La funzione di Oggetto Transizionale

La funzione di oggetto transizionale è un concetto introdotto in psicoanalisi da Donald Winnicott, che si riferisce alla comparsa, durante un particolare momento dello sviluppo infantile, di oggetti che assumono un significato speciale per il bambino e di cui i genitori riconoscono intuitivamente l’importanza. Questo oggetto ha un potere calmante per il bambino ed egli vi fa ricorso per rilassarsi e dormire.

Secondo Winnicott, l’oggetto transizionale è un oggetto reale ma non è pienamente riconosciuto come realtà esterna dal punto di vista del bambino. Esso è il suo primo possesso e si manifesta quando il neonato comincia a differenziare tra il Me e il non-Me, passando dalla dipendenza assoluta dalla madre alla dipendenza relativa da lei.

Il neonato nasce in uno stato di estrema soggettività ed è totalmente immerso nella relazione di dipendenza evolutiva dalla madre. La madre sufficientemente buona tende intuitivamente ad adattarsi ai bisogni del bambino ponendo l’oggetto esattamente dove e quando il piccolo ha creativamente immaginato di trovarlo.

Una volta stabilita l’illusione necessaria allo sviluppo, la funzione della madre è anche quella di disilludere il bambino. La madre dà anche misurate e tollerabili frustrazioni dettate dalla realtà facendo di tanto in tanto mancare l’oggetto transizionale.

La comparsa dell’oggetto transizionale è la manifestazione osservabile di questo processo di sviluppo e testimonia perciò la comparsa di uno stato intermedio tra l’incapacità del bambino di riconoscere ed accettare la realtà e la sua crescente capacità di farlo.

Il bambino ben presto acquisisce diritti sull’oggetto transizionale: lo coccola in modo affettuoso ma nello stesso tempo lo ama in modo eccitato (talora mutilandolo) e questo si riferisce agli stati di quiete ed eccitazione dell’infante in rapporto alla madre.

Winnicott scrive che non vorrebbe che ci si chiedesse, di questo oggetto, se esso venga dal di dentro o dal di fuori, ma si deve ammettere il paradosso creativo.

In questo contesto, lo spazio dell’illusione, la condivisione dell’immaginario e l’esperienza che il bambino fa del gioco e di una dimensione ludica condivisa, diventano i propulsori (nella vita adulta) dell’attività artistica, dell’immaginazione e del pensiero creativo.

Bibliografia:

Winnicott  D.W (1953).  Oggetti transizionali e fenomeni transizionali. In: Dalla Pediatria alla Psicoanalisi  Martinelli , Firenze.

Winnicott D.W (1971).  Gioco e realtà . Armando editore,  Roma.

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