Disforia di genere

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità la disforia di genere è una condizione caratterizzata da una intensa e persistente sofferenza causata dal sentire la propria identità di genere diversa dal proprio sesso.

Il sesso è l’insieme di tutte le caratteristiche biologiche che contraddistinguono l’essere femmine o l’essere maschi (sesso biologico): i cromosomi sessuali (XY per i maschi e XX per le femmine), le gonadi (testicoli per i maschi e ovaie per le femmine), i genitali esterni e i caratteri sessuali secondari (sviluppo delle mammelle, presenza di peli sul volto, timbro della voce, etc.) che compaiono nel periodo dello sviluppo sessuale (pubertà).

Il genere si riferisce a caratteristiche dipendenti da fattori culturali, sociali, psicologici che definiscono comportamenti considerati tipici per l’uomo e per la donna. Il sentire di appartenere intimamente all’uno o l’altro genere costituisce l’identità di genere.

Per la maggior parte delle persone il sesso biologico e l’identità di genere coincidono. Per altre, l’identità di genere è diversa dal sesso biologico; alcune persone, per esempio, si sentono/vivono come una donna, ma sono di sesso biologico maschile; altre, si sentono/vivono come un uomo ma sono di sesso biologico femminile; altre ancora, sentono di non appartenere a nessuno dei due generi maschile e femminile.

Il termine transgender sta proprio ad indicare quelle persone con un’identità di genere diversa dal sesso biologico: per esempio una persona che nasce maschio, ma che si sente donna (o viceversa). La condizione per cui una persona ha un’identità di genere diversa dal sesso biologico si chiama anche incongruenza di genere. L’incongruenza di genere non è una malattia. Questa condizione  nell’ultima edizione (undicesima) della Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD-11) è stata tolta dal capitolo delle malattie mentali ed è stata inserita in un nuovo capitolo, quello della salute sessuale. La contraddizione tra il sesso biologico e l’identità di genere può condurre ad una condizione di profonda sofferenza, ansia, depressione e/o difficoltà di inserimento in ambito sociale, lavorativo o in altre importanti aree, chiamata appunto disforia di genere, così come definita nella quinta edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5 – American Psychiatric Association. Diagnostic and statistical manual of mental disorders: 5th edition). Tale disagio riguarda, ad esempio quelle persone che decidono di intervenire sul proprio corpo per renderlo più simile a come si sentono attraverso trattamenti ormonali e/o chirurgici, desiderando una femminilizzazione (da maschio a femmina, male to female, MtF) o una mascolinizzazione (da femmina a maschio, female to male, FtM) del proprio corpo.

Sono disponibili delle terapie per aiutare le persone con disforia di genere. Queste cure sono individuali: ciò che può alleviare le sofferenze di una persona può essere diverso da ciò che è utile ad un’altra. Ad esempio, in alcuni individui, può essere sufficiente modificare il proprio ruolo di genere (termine che indica tutto ciò che una persona dice o fa per indicare agli altri o a sé stesso il grado della sua femminilità, mascolinità o ambivalenza) tramite l’eventuale supporto da parte dello psicologo e/o del medico psichiatra. Altre persone, invece, al fine di ridurre la propria sofferenza hanno necessità di modificare il proprio corpo attraverso trattamenti ormonali e/o chirurgici.

In generale, la prevalenza della disforia di genere negli adulti (>18 anni) è di 0.005-0.014% per le persone con sesso biologico maschile e 0.002-0.003% per le persone con sesso biologico femminile (Zucker KJ 2017). La disforia di genere, quindi, è più frequente nella forma MtF con un rapporto maschio/femmina di circa 3:1.
Nei bambini sotto i 12 anni, il rapporto maschio/femmina va da 3:1 a 2:1; mentre negli adolescenti, oltre i 12 anni, il rapporto maschio/femmina è di circa 1:1.7 (Zucker KJ 2017).

Infine, la disforia di genere è indipendente dall’orientamento sessuale, termine che indica l’attrazione sessuale ed affettiva verso una persona dello stesso sesso (omosessualità), del sesso opposto (eterosessualità) o di entrambi i sessi (bisessualità), e non va confusa con esso: infatti, le persone transgender possono avere qualsiasi orientamento sessuale e sentimentale, ad esempio possono essere eterosessuali o lesbiche, gay o bisessuali.

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